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Otturazioni

L’otturazione è una procedura utilizzata per ridare forma e funzionalità ad un dente danneggiato dalla carie, o da un evento traumatico.

Esiste un solo tipo di otturazione?

Esistono diversi tipi di otturazione a seconda della condizione in cui si trova il dente. Se la quantità di dente da ricostruire è della metà o poco più non sarà efficace effettuare una semplice otturazione. Infatti, è consigliabile quello che si definisce “intarsio”. Si applica un blocchetto di resina o di ceramica a sostituzione della parte mancante del dente e la si modella seguendo la forma e il colore ripristinando così la funzionalità del dente.

Si tratta di un trattamento realizzato previa anestesia locale, proprio per evitare che il paziente possa sentire dolore. Dopodiché si procede con l’utilizzo di piccole frese, alla rimozione della carie. Rimossa questa si procede riempiendo la cavità con il materiale destinato alla otturazione (resina).

La durata di un trattamento dipende dalla complessità dell’otturazione. Infatti, si va dai trenta minuti circa per le otturazioni piccole e semplici fino a due ore per gli intarsi più complessi.

L’otturazione sottopone il dente ad un trauma pertanto possono presentarsi alcuni effetti collaterali. L’effetto dell’anestesia locale perdura per qualche ora dove non sarà possibile mangiare per evitare di morsicare, involontariamente, labbra, lingua e guance.

Succede raramente, ma accade che in seguito ad una otturazione o ad un intarsio possa verificarsi una ipersensibilità del dente al caldo e al freddo. Questo accade soprattutto a denti dove la carie si presentava più estesa e profonda. In questo caso, se tale ipersensibilità non si attenua nell’arco di 1-2 mesi,  si rende necessaria la devitalizzazione del dente.